RICHIESTE RISARCIMENTO DANNI DI DUBBIA FONDATEZZA.


CLIENTE: Compagnia assicuratrice italiana.

INDAGATO: R. A., di anni quarantasette, di origini meridionali e residente in Provincia di Verona. Sposato, due figli conviventi e con problemi economici.  

PRECISAZIONI: l’indagato chiede una ingente somma come risarcimento danni in seguito al suo coinvolgimento in un sinistro stradale. L’uomo lamenta gravi problemi fisici, la conseguente perdita del posto di lavoro e dichiara inoltre che in alcun modo potrà svolgere altre attività. La Compagnia spinta dalla consistente cifra richiesta, tramite i suoi legali, chiede il nostro intervento per verificare il reale stato di impedimento del richiedente.

ACCERTAMENTI: Accordiamo con i legali di intraprendere servizi di osservazione e controllo dinamico sull’indagato, per un periodo di sette giorni continuativi. Dai primi giorni di indagine emerge che l’uomo non si astiene dalle normali attività domestiche quali, curare il giardino, gettare la spazzatura, lavare l’automobile, guidare l’autovettura e fare la spesa. Documentiamo, nei giorni infrasettimanali successivi, che l’indagato si reca in bicicletta in una vicina azienda agricola dove presta la sua manodopera per molte ore al giorno. Raccogliamo sufficiente materiale fotografico che documenta la manualità e la prestanza fisica dell’indagato.

ESITI: La Compagnia, grazie alle prove fornite, blocca il risarcimento richiesto e segnala il tentativo di truffa all’autorità giudiziaria riservandosi di avviare un’azione legale contro il disonesto.